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Digitale perché?
Perché è l'evoluzione data dalle nuove tecnologie.
- A livello amatoriale rende i risultati subito fruibili e
fa risparmiare i costi di pellicole e relativi sviluppi.
- A livello professionale il cliente, oltre ai motivi sopraccitati, risparmia
anche sui costi non trascurabili delle scansioni.
Cosa cambia
Dal 1914 la fotografia si sviluppò su base chimica sfruttando la capacità fotochimica della luce d'interagire con l'argento presente nelle pellicole fissandolo in modo da ottenerne un'immagine fissa.
Con la fotografia digitale questo processo biochimico è stato sostituito da un processo elettro-magnetico. Scompaiono pertanto le pellicole e le tradizionali camere oscure. Le pellicole sono state sostituite dai CCD (Charge Coupled Device) che divengono così i moderni raccoglitori e fissatori delle immagini. La luce focalizzata dall'obiettivo sollecita un'area di semiconduttori (i CCD) che la trasformano in segnali elettrici che verranno poi amplificati, codificati e digitalizzati. L'immagine che ne risulta sarà data da milioni di singoli elementi microscopici, i pixel ( picture elements), che verranno memorizzati come altrettanti punti immagine nella memory card.
Caratteristiche importanti delle immagini digitali sono la risoluzione, espressa in ppi ( pixel per inch), la profondità di lettura del CCD, espressa in bit, e la grandezza dell'immagine, espressa in pixel o in cm.
La risoluzione
determina la quantità di pixel presenti per unità di superficie
(si usa come unità di superficie un quadrato con il lato uguale a un
inch, o pollice. Questo perché essendo arrivata questa tecnologia dagli
U.S.A. sono state adottate universalmente le loro unità di misura.
Se si vuole ottenere l'equivalente con il nostro sistema metrico basta moltiplicare
o dividere, a seconda della necessità, per 2,54); maggiori sono i pixel
presenti in quel quadratino e maggiori saranno le informazioni immagazzinate,
perciò migliore sarà la qualità finale dell'immagine.
Maggiore sarà la quantità di pixel gestibili dal CCD e maggiore
sarà la qualità a parità di grandezza della foto.
(Un termine equivalente ma errato ai ppi è
quello dei dpi, dots per inch. Fu introdotto agli albori della fotografia
digitale come unità di misura degli scanners, i primi digitalizzatori
d'immagini. Essendo gli scanner preposti alla stampa l'unità fu data
in punti di stampa (dots) anziché pixel. Questa denominazione, seppur
intesa come equivalente, è oggi errata).

(SQ= small quality, HQ= high quality, SHQ= super High quality)
La Profondità
di lettura del CCD o livello di quantizzazione,
stabilisce la capacità di lettura di valori d'informazione del CCD.
Questa viene calcolata in bit (valori di
0 e 1) che rappresentano le unità minime d'informazione memorizzabili.
Se ogni elemento avesse solo due valori (2 bit) otterremmo delle immagini
con i soli bianco e nero senza alcuna sfumatura di grigio, e ovviamente senza
altri colori. Se vogliamo avere un'immagine con alcuni mezzi toni necessitiamo
di un livello di bit superiore. Per raggiungere il colore pieno sarà
necessario un livello di quantizzazione assai più elevato. Giusto per
dare alcuni parametri di riferimento, i programmi di fotoritocco lavorano
a 8 bit per colore, le comuni macchine fotografiche digitali amatoriali lavorano
a 8 bit per colore, alcune macchine professionali reflex a 12 o 14 bit, l'occhio
umano all'equivalente di 15 bit e alcuni dorsi digitali professionali per
apparecchi tecnici a banco ottico o folding e Hasselblad raggiungono anche
i 16 bit per colore.
Per chi ricordasse il sistema zonale di Ansel Adams, i bit rappresentano la
capacità di lettura dei dettagli nelle varie zone, tanto maggiore è
la capacità di llettura tante più zone con dettaglio si è
in grado di leggere.
La dimensione invece è semplice ed è la stessa di sempre: base per altezza dell'immagine.
Per tutto il resto la fotografia in quanto scatto fotografico avviene allo stesso modo del sistema tradizionale: valutazione dell'inquadratura, scelta dell'esposizione, scelta delle ottiche, ecc.
Però con la fotografia digitale troviamo alcune comodità e alcuni difetti non trascurabili.
Lati forti
Lati deboli
La qualità del risultato finale può invece esser considerata oggi alla pari almeno per il "vecchio" piccolo e medio formato (24x36mm e 6x6cm) a condizione di possedere un buon apparecchio digitale equivalente, e quindi professionale, e un buon know-how.